
L’acqua è un elemento fondamentale per la vita ma lo è ancor di più sia per le donne nei momenti che precedono il parto che dopo agevolando perfino il rapporto mamma-bambino.
Per la donna in gravidanza praticare movimento in acqua aiuta a vivere meglio il proprio corpo edi cambiamenti che esso subisce, inoltre è un ottimo modo per prepararsi al parto.
L’acquaticità aiuta ad usare i muscoli del perineo, a sentire come si rilassano e si contraggono, quelli che danno la spinta durante il parto. Riuscire a comprendere il loro funzionamento consentirà dopo a migliorare la gestione ed il loro controllo. Lavorare in acqua aiuta nel lavoro della respirazione migliorando la coordinazione del respiro con il movimento.
Non possiamo dimenticare poi le difficoltà di postura, le mamme in attesa infatti tendono ad inarcare la schiena per bilanciare il peso della pancia incidendo sulle vertebre lombari (parte bassa della schiena) è questa posizione che può causare le frequenti e dolorosissime infiammazioni del nervo sciatico. In acqua si lavora invece in assenza di gravità, o meglio, essa si riduce notevolmente, consentendo quindi alla schiena di rilassarsi in special modo quando si galleggia sulla schiena con le gambe appena flesse.
La pressione dell’acqua agisce sulle gambe, sui tessuti, stimola la circolazione sanguigna e linfatica pertanto si riduce il gonfiore alle caviglie, alle gambe ed i reni smaltisconoi liquidi in eccesso depurando l’organismo.
Consigliamo di muoversi in acqua come segue:
1) In posizione verticale, posizionare due salsicciotti galleggianti sotto le ascelle, tirare sù le gambe e muoverle a bicicletta.
2) Dritta con i piedi sul fondo della piscina e l’acqua livello del petto, piegarsi sulle ginocchia fino ad arrivare con l’acqua al naso. Soffiare con la bocca il più a lungo possibile, ripetere l’esercizio per 10 volte.
Stare in acqua, rigorosamente riscaldata, con il proprio piccolo, già dai 3 mesi dalla nascita, è un momento davvero speciale, il bambino viene favorito nei movimenti e nella coordinazione motoria degli arti (braccia e gambe). Per iniziare ad acquisire familiarità con l’acqua tenere con una mano sotto la nuca e una sotto il sederino, cullare il bimbo immerso in acqua facendo attenzione che l’acqua non disturbi il viso del piccolo. Tenere lo sguardo rivolto al proprio bambino in modo da rassicurarlo.
Un esercizio dafare in acqua, al mare o in piscina è quello di camminare all’indietro tenendo il bambino immerso in acqua fino alle spalle tenendolo con le mani sotto le sue ascelle mamtenendo sempre il contatto oculare con lui.
Molte strutture ormai vanno a passo con i tempi, basta informarsi nella piscina più vicina a casa, negli orari meno affollati, in genere al mattino, si svolgono infatti programmi dedicati alle mamme in attesa o ai rapporti mamma-bambino. Occorre provare e sin da subito si percepiranno i benefici dell’acqua.

