Liberarsi delle macchie alle mani

28 aprile, 2010
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Piccole macchie color cioccolato o caffellatte, talvolta ben definite, altre sfumate. C’è chi le chiama le macchie della vecchiaia o senili e si possono ritrovare anche su altre parti del corpo come viso, decolletè e gambe. Si tratta di accumuli di melanina ma non sempre la causa è l’età che avanza. Talvolta la causa è da ricondursi all’uso di profumi o cosmetici con alcool prima di esporsi al sole, farmaci ad effetto fotosensibilizzante (antibiotici, psicofarmaci, antistaminici, antinfiammatori, ecc), prolungata esposizione ai raggi solari non protetta, menopausa, gravidanza (macchie sulla pancia), uso della pillola (per viso e decolletè), esiti cicatriziali esposti al sole senza protezione. 

Sul dorso delle mani oltre a formarsi le lentigo solari, causate da una scorretta esposizione ai raggi solari, perchè prolungata e non protetta adeguatamente, possono formarsi le cheratosi. Queste ultime possono essere piatte, ruvide, lisce o rilevate, di gradazioni differenti. 

Si può provare ad utilizzare dei cosmetici agli acidi della frutta con azione levigante ma se le macchie rimangono occorre ricorrere a peeling chimici. Sulle mani appunto è molto efficace l’uso del TCA o acido tricloroacetico che va effettuato dal dermatologo per circa 8 sedute.

Spesso la causa della comparsa della pigmentazione scura sulle mani è il calo degli ormoni nel periodo della menopausa, talvolta il ginecologo consiglia l’uso di fitoestrogeni i quali non favoriscono la formazione delle macchie.

E’ buona norma, specie nei mesi in cui si è maggiormente esposti ai raggi solari, proteggersi con protezioni abbastanza alte. Oggi i metodi della medicinasono più innovativi e grazie al Laser ad Alessandrite è possibile eliminare chirurgicamente in modo definitivo  le macchie scure dal dorso delle mani o da altre zone del corpo.

E’ un intervento a cui è bene sottoporsi da ottobre ad aprile evitando accuratamente l’esposizione ai raggi solari munendosi di guantini bianchi di cotone e spalmando filtri solari anche se il sole apparentemente non c’è. Il rischio è infatti  che i raggi ultravioletti infiammino le cellule trattate creando una iperpigmentazione con conseguente scurimento della pelle causato da un accumulo di melanina nelle zone lese.

Il trattamento seppure chirurgico non richiede anestesia nè locale nè totale, ilpaziente avverte solo un pizzicorio, nessun dolore o altro. Si effettuano due o tre sedute, dipende dal singolo caso e subito dopo, eccetto le precauzioni sopra descritte, il paziente noterà solo un lieve arrossamento sulla zona trattata.